L’arte perduta del guardare

Un metodo nato da oltre trent’anni di ricerca tra fotografia, cammino e ascolto.

Non si tratta di imparare a scattare fotografie migliori. Si tratta di modificare la qualità dello sguardo. In questo percorso, la natura si rivela come una maestra di attenzione: un luogo in cui rallentare, osservare e ristabilire una relazione consapevole con ciò che ci circonda.

Il principio del metodo

Viviamo immersi in un flusso ininterrotto di immagini.
Guardiamo molto, ma osserviamo sempre meno. 
L’arte perduta del guardare nasce dal desiderio di interrompere questa abitudine dello sguardo, restituendo tempo alla visione.

Attraverso pratiche di osservazione essenziali, il metodo invita a rallentare il ritmo dell’attenzione.
È un esercizio di presenza che ribalta le priorità:

  • Prima della fotografia viene l’osservazione.
  • Prima dell’immagine viene l’incontro con ciò che abbiamo davanti.

Le due dimensioni della pratica

Nel paesaggio

La prima dimensione del metodo abita il paesaggio naturale. Qui, il cammino diventa lo strumento per trasformare il ritmo del nostro sguardo.

Durante la pratica, l’attenzione si posa sugli elementi marginali: forme vegetali, piccole presenze spontanee, dettagli che solitamente restano invisibili. Attraverso pause di osservazione, esercizi percettivi e momenti di silenzio, lo sguardo si fa più profondo. Solo allora interviene la fotografia: non come fine, ma come traccia di un incontro avvenuto.

Nella materia

La seconda dimensione si sviluppa nel contatto con la materia e nei processi fotografici lenti. In particolare attraverso la cianotipia, un’antica tecnica che utilizza la luce del sole per imprimere le forme sulla carta.

Foglie, semi e frammenti vegetali diventano protagonisti di un gesto essenziale: comporre, attendere, osservare la trasformazione della luce. Qui la fotografia smette di essere solo immagine e si fa esperienza concreta del tempo, della materia e della relazione tra natura e gesto umano.

Come si svolge nella pratica

Le esperienze durano generalmente tra le 3 e le 6 ore, in base al formato scelto. Si svolgono all’aperto, in luoghi selezionati per la qualità del paesaggio e del silenzio. I gruppi sono sempre piccoli — massimo 10-12 persone — per preservare la qualità dell’attenzione.

Non è richiesta alcuna competenza fotografica. L’unica cosa necessaria è la disponibilità a rallentare.

L’arte perduta del guardare non è una teoria.

È una pratica che prende forma attraverso cammini lenti e laboratori dedicati alla scoperta della luce. Un invito a tornare a essere presenti a ciò che vediamo.

Esplora le esperienze

Su questo sito utilizziamo strumenti di prima o terza parte che memorizzano piccoli file (cookie) sul tuo dispositivo. I cookie sono normalmente utilizzati per consentire il corretto funzionamento del sito (cookie tecnici), per generare report sull’utilizzo della navigazione (cookie di statistica) e per pubblicizzare adeguatamente i nostri servizi/prodotti (cookie di profilazione). Possiamo utilizzare direttamente i cookie tecnici, ma hai il diritto di scegliere se abilitare o meno i cookie statistici e di profilazione. Abilitando questi cookie, ci aiuti a offrirti un’esperienza migliore.